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I CIACCI, QUEGLI SCONOSCIUTI

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Quante cose buone da mangiare ci sono dalle nostre parti!! Anche se c’è un po’ di confusione con la nomenclatura: nel bolognese chiamano “crescentine” quello che è il nostro gnocco fritto, mentre d’là da l’acqua chiamano “zampanelle” i borlenghi cotti nel sole e “borlenghi”, invece, qualcosa di più paragonabile, almeno come sistema di cottura, ai nostri CIACCI.

I ciacci non li conosce quasi nessuno. Sono tipici della zona di Zocca e Montese; a differenza delle altre specialità sopra citate, che hanno avuto notorietà anche tra i piandsèn e quindi si possono trovare facilmente in molti ristoranti, i ciacci sono un fenomeno più raro.

Si fanno con una pasta semisolida, che si cuoce in cotte di metallo scaldate sul fuoco; poi si farciscono con la cunza, oppure con salumi e formaggi. I ciacci di farina di castagne sono invece molto buoni con la ricotta.

Per assistere alla loro preparazione, e soprattutto per assaggiarli, bisogna quindi che qualche montanaro vi ospiti e ve li cucini. E in ogni caso, noi magnanimi della Rocka n’Beer abbiam pensato anche a questo: per diffondere nel mondo la conoscenza di questo cibo prelibato c’è il “CIACCI DAY”! Venite in piazza Piemonte a Rocca in ottobre 2009 (data da definire) e non ve ne pentirete!

Se invece volete cimentarvi nella loro preparazione, ecco una bella ricettina tutta da provare:

"CIACCI alla nostra maniera"

 

INGREDIENTI PER 5-6 PERSONE:

 

1 Kg  farina                                                                                           

½ cubetto lievito di birra

1 po’ di latte

1 cucchiaino di sale                                                                                   

Acqua q.b.

PROCEDIMENTO:   Impastare la farina con un po’ di latte e acqua, unire il sale e il lievito sbriciolato fino ad ottenere un impasto dalla consistenza collosa, abbastanza appiccicoso. Prelevarlo con un cucchiaio di legno e porlo sulle apposite cotte scaldate e unte in precedenza con la codga di maiale. Girarlo su entrambi i lati finché non è cotto e farcirlo, ancora bello caldo, con la cunza e parmigiano grattugiato (oppure con salumi e formaggi).