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AL CHERSENT La farina la ven dè furment, da la farina è ven al chersent ma la tigela la ven da la tera da quela ch'es ciama tera butera Smitìla donca ed fê confusion i druvê al paról di noster non: mangé al chersent, mu brisa al tigel ch'an faghen presa dentr'al budel!
(Traduzione per i NON rocchesi) LE CRESCENTI La farina viene dal frumento dalla farina vengono le crescenti invece la tigella viene dalla terra da quella di nome "butera" Smettetela dunque di fare casino e usate le parole del nostri nonni: mangiate le crescenti, non le tigelle che non faccian presa nelle budelle!
C R E S C E N T I N E E' un po' come la fiorentina per la Toscana: le CRESCENTINE sono la carta vincente, l'asso di briscola della cucina dell'Appennino Modenese. Gli ingredienti sono i più semplici, (farina, acqua e sale), ma il risultato è un vero capolavoro. Occorre però fare attenzione: quelle che si mangiano sono, appunto, le CRESCENTINE, mentre le TIGELLE sono quelle formelle rotonde di pietra refrattaria che un tempo si usavano per la cottura. Si mangiano farcite con salumi e formaggi, ma la morte sua è provarle CUNZATE, ovvero farcite con un pesto fatto di lardo, aglio e rosmarino. Belle calde, con un'abbondante nevicata di Parmigiano Reggiano, sono pronte per farvi innamorare!
Premettiamo che se prendete cento rezdore di Rocca e chiedete loro la ricetta delle crescentine salteranno fuori versioni diverse, a volte contrastanti, con ingredienti in più o in meno a seconda delle abitudini, tradizioni familiari e dei gusti. Qui per forza di cose ne dobbiamo proporre una sola delle tante. RICETTA DELLE CRESCENTINE :
Ingredienti
per 4 persone:
Cunza (per cunzarle) Parmigiano Reggiano Dop (per il tocco finale) Preparazione: unite insieme tutti gli ingredienti e far riposare almeno mezz’ora l’impasto così ottenuto. A questo punto suddividerlo in tante pallottoline che verranno spianate in piccoli dischi. Lasciatele riposare un’altra mezz’ora coperte da un telo, per facilitare la lievitazione. Per la cottura, se non siete particolarmente attrezzati con le “tigelle” in pietra, usate “gli stampi”, appositi attrezzi di metallo muniti di manico. Rivoltatele due o tre volte finchè non siano ben cotte. Tolte dal fuoco le crescentine si tagliano a metà nel senso longitudinale e vi si spalma all’interno la cunza; infine si spolverano abbondantemente di Parmigiano Reggiano Dop e si mangiano caldissime!
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