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POLENTA POLENTA POLENTA POLENTA POLENTA POLENTA POLENTA POLENTA POLENTA

 

(Traduzione per i NON rocchesi)

LA POLENTA

Un'ora prima di cena

attaccava il paiolo alla catena

appoggiava il ginocchio sul "cop" la "rezdora"

e mescolava per circa un'ora.

Quando la polenta era sul tagliere

il bimbo diceva: "Ma l'abbiam mangiata anche ieri!"

"Ringrazia ben Cristo caro figlio mio,

e mangia anche la crosta attaccata al paiolo!"

Adesso che son cambiati il portafoglio e la testa

quando c'è la polenta sembra una festa:

sarà perchè si cuoce in una pentola

e se ti va grassa te ne toccano due fette

A Rocca se dici polenta dici TUBI, l'uomo che non dice mai "en gh'ì dòbe!", ovvero il più grande polentaio dell'Appennino. Sbirciando tra le foto di www.roccamalatina.com lo troverete, sempre intento a mescolare il prezioso contenuto del caro paiolo. Piatto prettamente invernale, da noi la polenta va tutto l'anno, anche per Ferragosto! Servita con ragù di salsiccia e una montagna di parmigiano grattugiato, poi accompagnata da qualche bicchiere di vino, di quello buono, conquista i palati di tutti, anche di quelli che fino a due minuti prima erano a dieta!

 

LA PULENTA

Un’ora préma d’andè a zena

L’atachèva è paröl à la cadena

L’apugèva al znoc contr’è cop la rezdora

I la mesdeva per circa un’ora.

I quènt la pulenta l’era in t’al taiér

Al dgiva al cin: “Mu a l’aven mangià ench’er!”

“Ringrazia ben Crest, chèr è mi fiöl,

i mangia la grosta d’atac è paröl!”

 Ades ch’i en cambià è portafòi i la testa

Quent egh’ì la pulenta la pèr una festa:

u sra perchè la s’cös int al parlett

i s’la t’va ben al t’in tòca dó fett.